Il genere noir: caratteristiche del romanzo noir e struttura narrativa

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Il genere noir è quel tipo di storia d’intrattenimento che ci dice: è accaduto un delitto, sembra irrisolvibile, ma un investigatore è lì per scoprire il colpevole e come diavolo abbia fatto a commetterlo senza lasciare prove”.

È quel tipo di storia che come il suo fratello giallo e i suoi figli (i sottogeneri) ci incolla a scoprire il colpevole.

Già, come altri generi del crime.

Quando noi seguiamo una storia investigativa, a meno che non abbiamo fatto ricerche o studi sui generi crime, non siamo in grado di distinguere la differenza tra giallo, noir, e i sottogeneri del noir.

Questo non sarebbe un problema se rimanessimo solo spettatori. Ma se vogliamo scrivere un romanzo noir dobbiamo saper riconoscere le differenze.

Ecco perché è bene definire le caratteristiche del genere noir.

Se vuoi sapere come si struttura un romanzo noir, forse per la voglia di scriverne uno, allora seguimi.

Ho creato questo articolo per mostrarti tutto quello che c’è in un racconto noir e dirti tutto quello che devi sapere per scriverne uno da professionista.

Troverai le informazioni necessarie riguardo le caratteristiche del genere noir.

Il racconto noir o romanzo noir: caratteristiche

Quali sono le caratteristiche del genere noir?

Il romanzo noir si fonda su degli elementi essenziali, che se non ci fossero impedirebbero alla storia di raggiungere il suo scopo di interessare, intrattenere, emozionare e appassionare il pubblico.

Se vuoi riuscire ad appassionare il pubblico alla tua storia, allora scopriamo una ad una le caratteristiche che compongono il genere noir.

#1 – L’indagine investigativa

Molti lo ignorano ma ogni genere che tratta un crimine possiede delle differenze e queste differenze riguardano la motivazione per cui s’indaga.

Ci sono infatti mille modi che ci motivano ad indagare.

Ti mostro ora quelli che spingono il giallo, il noir e il thriller, a cominciare per convenienza dal giallo.


L’indagine del giallo

Il motivo d’indagine che predilige il giallo è la professionalità.

La regola da seguire è che:

  1. L’investigatore di un giallo indaghi sul crimine esclusivamente o per “questione di lavoro” o perché è un “appassionato di investigazione”.
  2. Inoltre che l’investigatore, nella sua indagine, non abbia nessun coinvolgimento personale (nessun interesse personale).

Usando questi due elementi non solo avrai un’indagine puramente professionale. Potrai anche trasmettere al pubblico l’importanza di combattere spinti solo dall’amore per la verità.

Se questo è il tuo obiettivo, la scelta del giallo è quella efficace.


L’indagine del noir

Un’alternativa invece la concede il noir.

Diversamente infatti nel romanzo noir l’investigatore è coinvolto in prima persona nell’indagine.

Significa che la storia inizia mostrando comunque l’avvenimento di un delitto, ma sarà questo coinvolgimento (come l’accusa di omicidio mossa ad un amico dell’investigatore o addirittura all’investigatore), il motivo che spinge il protagonista ad indagare per scagionare il suo amico o se stesso.

La regola da seguire allora è che:

  1. Ci sia questo coinvolgimento personale dell’investigatore.
  2. Inoltre che il rischio NON sia qualcosa di “troppo pericoloso” come il rischio di morte (nel noir si rischia ad es. la galera ma non la vita). Altrimenti si entra nel genere thriller, dove le cose si fanno più oscure.

Non è meno importante del giallo, anzi mette in scena la difficile ricerca della giustizia quando entrano in gioco i forti sentimenti.

Una scelta allora efficace se vuoi mostrare questo impatto emotivo dell’indagine.


L’indagine del thriller

Se invece vuoi rendere le cose più oscure un’ulteriore alternativa la offre il thriller.

Il thriller nasce proprio dal noir, è un suo sottogenere e come differenza dal suo genitore fa evolvere una sua caratteristica: ovvero nel thriller il coinvolgimento dell’investigatore diventa pericoloso.

Significa che il protagonista inizia la sua indagine esclusivamente perché “si ritrova a rischio della vita” (quindi ad es. l’assassino vuole uccidere o lui o un suo amico o qualcuno che l’investigatore può salvare, e il protagonista deve per forza indagare o altrimenti muore).

La regola da seguire quindi è: “il rischio pericoloso di vita” che pende su qualcuno dentro la vicenda.

Sfruttando questo aspetto potrai ritagliarti anche la fetta di pubblico che ama la suspense.


Riprendiamo il genere noir (che è l’oggetto di questo articolo)

Vorrei concludere la breve panoramica dei tre generi più importanti del crime ma non per questo il discorso.

D’altronde finora abbiamo solo parlato del motivo che spinge ad indagare e non credere di poter ancora costruire un’indagine investigativa.

Manca qualcosa di cui è bene parlare: ad es. il protagonista.


Il protagonista del romanzo noir

Un’altra particolarità che molti trascurano del noir è la figura dell’investigatore.

Al di là di quello che si può pensare, infatti l’investigatore non deve essere per forza un detective o un poliziotto. In realtà è possibile anche farlo essere una persona comune, che però rimane coinvolta in una faccenda (ad es. accusata di omicidio) e che per uscirne deve scoprire chi ha architettato il delitto.

Volendo, possiamo delineare tre casi tipici di protagonista di noir (tra cui anche l’assassino come protagonista). Vediamoli:

  1. L’indagine classica (quindi, un investigatore che deve fermare l’assassino);
  2. Il caso della persona innocente (quindi, una persona comune che si ritrova coinvolta in una serie di delitti e che deve riuscire a scagionarsi);
  3. Il colpevole come protagonista (quindi, addirittura il colpevole stesso che deve cercare di sfuggire alla giustizia).

Capisci che siamo dunque liberi di scegliere se far essere il protagonista un vero e proprio investigatore professionale o meno, a nostro piacimento, rispettando l’obbligo del coinvolgimento personale.


Allora, per creare la tua indagine, segui questi passaggi:

1) scegli bene che tipo di protagonista vorresti avere;

2) crea un coinvolgimento personale per l’investigatore (NON a rischio della vita);

3) e assicurati che l’indagine sembri “irrisolvibile”.

Sappi che solo se riesci a creare un’indagine che sembra “non avere soluzione”, incollerai il pubblico alla tua storia.

#2 – Gli indizi e le ipotesi

Per ogni crimine che vuole restare impunito c’è una via per far emergere la verità. È il caso del connubio indizi e ipotesi.

Nel romanzo noir, ricercare indizi è una prassi. L’investigatore ricerca gli indizi ed elabora su questi le sue teorie (quindi fa interrogatori, si pone domande, cerca conferme, fa tutto quello che serve per far combaciare tutti gli indizi).

L’uso degli indizi è inoltre una soluzione efficace per intrattenere l’interesse del pubblico.

Infatti, uno dei migliori trucchetti perché si riesca a coinvolgere il pubblico è far sì che gli indizi sembrino casuali e contraddittori (far sì cioè che appaiano non aver senso e che si contraddicano l’uno con l’altro per rendere difficile la costruzione di un’ipotesi).

Così proprio con l’unione alle ipotesi arriverà la magia.

Ovvero, alla fine, sarà proprio grazie alla genialità delle sue ipotesi che l’investigatore riuscirà ad incastrare tutti gli indizi e a scoprire così ogni azione compiuta dall’assassino (dal delitto fino al movente che lo ha spinto a quel gesto).

E se il pubblico non ci era arrivato rimarrà sbalordito dalla bravura del protagonista (ma anche e soprattutto dell’autore del noir).

#3 – Le tecniche d’indagine

In ogni storia investigativa il protagonista ha bisogno di elaborare i dati che raccoglie e confrontarli.

Mi viene in mente l’immagine dell’impronta digitale che viene confrontata al computer.

Ecco una volta l’impronta digitale neanche era conosciuta e quando fu utilizzata le prime volte nelle indagini, i computer non esistevano e le si valutava con la lente d’ingrandimento.

Capisci che una particolare rilevanza nel genere noir assumono le tecniche d’indagine usate da chi investiga.

Tra le possibili tecniche d’indagine del romanzo noir che possiamo catalogare ci sono queste 4 tipologie:

  1. Quelle temporali, quindi quelle che definiamo moderne o datate (se la storia è ambientata nella nostra epoca l’investigatore userà strumenti moderni, se invece si trova nel 1800 userà strumenti datati).
  2. Quelle geografiche, ovvero relative al luogo in cui si trova ad operare l’investigatore (se la storia è ambientata in un luogo con tecnologia scarsa e vecchia l’investigatore dovrà arrangiarsi con quelli, ma se si trova in un centro urbano evoluto avrà strumenti migliori).
  3. Quelle di ruolo, quindi quelle che cambiano in base al ruolo dell’investigatore (che può essere un detective privato, un poliziotto o un uomo comune che si ritrova nella situazione di dover trovare il colpevole per salvarsi la vita). Quindi, se è un poliziotto potrà fare uso di conoscenze tra colleghi della scientifica, se è una persona comune magari no.
  4. Quelle interne, quindi che sono frutto di doti investigative del personaggio, nate dalla sua esperienza di vita e dal suo carattere: le doti personali, in pratica (che ne so, è bravo a tracciare il profilo psicologico delle persone dalle loro espressioni facciali, magari).

Tutte queste possono essere adattate alla storia per aiutare il protagonista a risolvere il caso.

#4 – La sfida personale tra l’investigatore e l’assassino

Un elemento del romanzo noir su cui a volte facciamo poco caso ma che in realtà assume una particolare rilevanza all’interno dell’indagine è la sfida personale tra l’investigatore e l’assassino.

Nel genere noir, si innesca una sfida a colpi reciproci tra l’investigatore, che è coinvolto personalmente nell’indagine (e che quindi rischia di perdere qualcosa, se non risolve la questione con il colpevole) e l’assassino, che ha qualcosa di personale contro l’investigatore e vuole sfuggire alla giustizia.

Si fa in modo che l’assassino metta in scena depistaggi e che l’investigatore crei delle trappole in cui far cadere il suo antagonista (al motto di: mettiamolo sotto pressione e prima o poi sbaglierà).

Questa è una scelta molto efficace per accendere anche la partecipazione del pubblico, che vuole da un lato stanare il colpevole e dall’altro battere sul tempo anche l’investigatore, e alla fine rimane incollato alla storia.

#5 – La lotta tra la ricerca della verità e la trama tessuta di bugie

Al di là di quello che può sembrare, il vero nemico nel genere noir non è l’assassino ma è la trama tessuta di bugie: i segreti, in pratica.

Arrivando alla fine della storia, infatti, l’investigatore non smaschera solo l’assassino, ma snoda “tutte le verità dei presenti” (indagati e testimoni), dimostrando che hanno detto grosse bugie durante l’interrogatorio e svelando il motivo per cui l’hanno fatto.

Si applica come regola la tecnica di portare tutti i personaggi ad avere qualcosa di nascosto, così da dimostrare quanto i segreti siano dei mostri silenti che trasformano le persone in assassini.

Nella pratica significa mostrare che dal canto loro tutti questi personaggi tessono trame di vendette e rancori contro la vittima, fino a far capire che sono tutti in qualche maniera moralmente colpevoli del delitto (anche se non fisicamente).

Solo allora riuscire a smascherare queste loro ipocrisie diventa un messaggio di speranza.

In un certo senso, questa lotta vinta dall’investigatore arriva a rappresentare una vittoria della verità contro ogni tipo di bugia (non contro quel solo colpevole). Un messaggio che vuole portare giustizia.

Come mettere tutto questo nella tua scrittura? Alcune considerazioni importanti

Ora saprai capirlo bene.

Mentre da spettatori noi pensiamo che le storie siano solo immaginazione riprodotta su carta, l’autore del romanzo noir pianifica la sua scrittura quasi scientificamente.

La sua testa cerca di pensare, per la sua storia, un percorso che accresca di intensità emotiva, creando una situazione come quella che si vive sulle montagne russe del luna park.

Nulla è lasciato al caso. Ma tutto è bilanciato per creare un’esperienza avanzata.

Questa è una pratica che ogni aspirante scrittore deve imparare prima di mettersi a scrivere.

Ma la vera domanda è: come passare dalla teoria alla pratica (ovvero dal conoscere le caratteristiche del genere noir al mettersi a scriverne uno)?

Il passo non è facile.

Ci vuole la strategia adatta (o meglio lo strumento adatto).

Nella scrittura professionale questo strumento è chiamato schema narrativo (o struttura narrativa) di un genere.

Lo schema narrativo permette a un autore di costruire un percorso logico del racconto, che racchiude tutte queste caratteristiche che ti ho detto e le valorizza attraverso le immagini.

Ma bisogna imparare a seguirlo.

Vogliamo vederlo?

Qual è lo schema narrativo da seguire per creare la storia?

Il genere noir possiede uno schema ben preciso.

Se il tuo sogno è scrivere un noir, in questo articolo ti mostro come funziona e tutti i dettagli su come seguirlo.

Ecco lo schema narrativo del romanzo noir descritto punto per punto.

Detto ciò, spero che questa guida ti sia stata d’aiuto nel conoscere le caratteristiche del genere noir.

Fammi sapere cosa ne pensi e se hai dei consigli utili da proporre alla community!

Un saluto

Cristina

Per chi ha voglia di mettersi subito a scrivere un libro, consiglio la lettura di questo manuale pratico intitolato: “Metodo per creare storie”

Metodo per creare storie (copertina e-book)

Il libro fornisce la preparazione utile a:

  • Sviluppare la trama di una storia per un romanzo, un racconto, o un film.
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